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design thinking

Un’azienda, ogni giorno, compie una miriade di attività volte a realizzare dei guadagni. Ma come farlo se non si ha una vera e propria direzione? A questo punto serve il design thinking.

Si tratta di un approccio del tutto innovativo alle attività aziendali. Permette di risolvere problematiche complesse grazie a visioni e gestioni creative. Inizialmente veniva utilizzato solo da studi di design e agenzie, per aprirsi una strada in campi del tutto nuovi. Ad oggi, però, viene utilizzato anche in diversi ambiti. Scopriamo come funziona e che ruolo ha nel digitale.

Design thinking: come fare la differenza

Molte società di consulenza, in questi anni, si sono avvalse di studi di design per completare il portafoglio dei servizi offerti, riposizionarsi sul mercato ma anche entrare in nuovi business. Il design thinking si è rivelato un modello valido per trasformare tali processi in realtà analogica prima e digitale poi.

Tale approccio può aiutare le imprese a fare la differenza e a restare competitive? Di certo non è possibile dare una risposta affermativa a priori ma, attenzione, è necessario delineare i tratti fondamentali della materia. Il design thinking è diventato parte integrante di diverse aziende. Si tratta di uno strumento utile per risolvere problematiche interne e non solo. Infatti diventa un ausilio per il lancio di nuove startup, oppure, rende maggiormente efficienti i processi volti a realizzare, distribuire prodotti o servizi innovativi.

Design thinking: come funziona

Se all’inizio di questa avventura non era chiaro come utilizzare il design thinking, ad oggi, lo scenario è cambiato. È possibile fare innovazione combinando metodologie sempre nuove con tecniche quantitative, in modo da semplificare ogni processo.

Il design thinking, quindi, non è solo utile nel campo del design ma si serve di tecnologie mutevoli valide per ogni utilizzo. Grazie alla sua versatilità si può ripensare un’esperienza, renderla digitale e maggiormente impattante.

  • È utile nel problem solving. In tal modo si riesce a comprendere quali sono i bisogni dell’utente medio, così da studiare vincenti strategie e rispondere a tutte le loro esigenze;
  • Con la sprint execution è possibile realizzare nuovi prodotti tenendo conto di ciò che un utente vuole. Quindi è possibile creare un prototipo digitale e sottoporlo all’attenzione di alcuni soggetti pronti a testarli;
  • La creative confidence viene utilizzata, molto spesso, per stimolare coloro che lavorano in un certo contesto imprenditoriale. L’obiettivo è coinvolgere tutti per comprendere quale spazio possono occupare all’interno dell’azienda;
  • Con l’innovation of meaning si tende a ridefinire una certa visione aziendale. Per farlo è necessario tenere conto dei vari feedback degli utenti e dei dipendenti. Grazie a tale interpretazione il valore dell’azienda tende a crescere e anche il consumatore finale può beneficiarne.

Design thinking: perché serve online

Il design thinking è diventato necessario all’interno di un’azienda che si vuole rinnovare e risultare appetibile sul mercato. Per farlo, però, è importante non tralasciare in alcun modo le tecnologie digitali. Infatti in un certo contesto tutto deve essere sempre veloce, quindi, anche la creatività non può subire grandi stop.

Ogni realtà imprenditoriale deve sapersi orientare in un mondo in cui si viene bombardati da migliaia di informazioni in ogni momento. Grazie a tale genere di organizzazione è possibile dare una direzione e raggiungere gli obiettivi volti ad aumentare i guadagni, diminuendo i mezzi di investimento poco efficaci. Ovviamente è essenziale puntare tutto sempre su nuove tecnologie digitali.

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Ultimo aggiornamento: 18/12/2020

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